Sunday, November 30, 2008

BH

BH

Ieri pomeriggio ho acceso le candele di Shabat dopo aver appena

sentito le ultime notizie: è finita.

CInque sono i cadaveri ritrovati nel Bet Chabad.

Quella di Bombay è stata una tragedia che ha tenuto con il fiato

sospeso il mondo intero, e in particolare la grande famiglia di Am

Israel e ancor più in particolare la grande famiglia di Chabad.

Una tragedia che ci ha seccato le fauci dai tanti capitoli di tehilim

recitati uno dopo l'altro nel corso di queste due interminabili

giornate, seduti sul divano, con i bambini, mentre si lavavano i

piatti e i pavimenti, nella speranza che si trattasse di un incubo a

lieto fine.



Venerdì sera una cinquantina di donne della mia shchunà si è riunita

per il farbrenghen annuale di Rosh Chodesh Kislev. Non vi dico

l'atmosfera, non vi racconto la tristezza e il dolore malgrado fosse

Shabàt.

9 fratelli ebrei massacrati, un bambino che oggi ha compiuto due anni

rimasto orfano, stranamente scampato a questa ancora più strana e

incomprensibile tragedia.



Dopo l'euforia del Kinus Hashluchim che ha visto 4000 shluchim ballare

insieme, fieri di prestare servizio in una delle legioni più

prestigiose di Am ISrael, ecco, la batosta.

Uno dei quei nissyonot, di quelle strane prove, a cui Hashem sottopone

la nostra emunà; una di quelle prove che ti lasciano secco, asciutto,

con molti interrogativi e immenso dolore.

Hashèm, non ti chiediamo perché. Ti chiediamo semplicemente: fino a quando?

Non abbiamo versato abbastanza lacrime per tutto il sangue che cola

come fiumi da 2000 anni?

Non abbiamo pianto abbastanza per i martiri della yeshivt Merkaz

Harav, che ora dobbiamo piangere ancora?



Anche Moshè Rabenu ha chiesto ad Hashem, alla fine di parshat SHmot:

perché hai fatto del male a questo popolo e neppure lo hai salvato?

Il Rebbe spiega questi psukim, dicendo che se da un lato siamo tenuti

ad accettare la volontà di Hashèm e ci è richiesto di non metterne in

discussione le vie, che comunque non possiamo comprendere, dall'altro

non dobbiamo accettare questi decreti passivamente. Come Moshè,

dobbiamo gridare ad HAshèm, piangere, esigere la gheulà, gridare e

richiedere quello che ci spetta.



Gabi, Rivky e tutte le altre vittime di questo terribile massacro:

siete morti al Kidush Hashem, santificando il Suo nome. Siamo fieri di

voi, siamo fieri di tutto ciò che avete fatto per Am ISrael, con il

vostro bellissimo Bet Chabad. Pregate per AM ISrael in Gan eden,

perché le vostre tfilot, assieme a quelle delle purissime neshamot di

tutti coloro che sono morti al kidush hashem, verranno sicuramente

accettate.


E al piccolo Moishy: preghiamo anche per te, piccolo tzaddik. Che tu

cresca sano e felice (sì, felice!) e che tu possa continuare il

meraviglioso lavoro iniziato dai tuoi genitori!

Che Hashem abbia pietà di AM ISrael e vendichi le vittime della

crudeltà dei suoi nemici, amen!

Avigail dadon





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