BH
Ieri pomeriggio ho acceso le candele di Shabat dopo aver appena
sentito le ultime notizie: è finita.
CInque sono i cadaveri ritrovati nel Bet Chabad.
Quella di Bombay è stata una tragedia che ha tenuto con il fiato
sospeso il mondo intero, e in particolare la grande famiglia di Am
Israel e ancor più in particolare la grande famiglia di Chabad.
Una tragedia che ci ha seccato le fauci dai tanti capitoli di tehilim
recitati uno dopo l'altro nel corso di queste due interminabili
giornate, seduti sul divano, con i bambini, mentre si lavavano i
piatti e i pavimenti, nella speranza che si trattasse di un incubo a
lieto fine.
Venerdì sera una cinquantina di donne della mia shchunà si è riunita
per il farbrenghen annuale di Rosh Chodesh Kislev. Non vi dico
l'atmosfera, non vi racconto la tristezza e il dolore malgrado fosse
Shabàt.
9 fratelli ebrei massacrati, un bambino che oggi ha compiuto due anni
rimasto orfano, stranamente scampato a questa ancora più strana e
incomprensibile tragedia.
Dopo l'euforia del Kinus Hashluchim che ha visto 4000 shluchim ballare
insieme, fieri di prestare servizio in una delle legioni più
prestigiose di Am ISrael, ecco, la batosta.
Uno dei quei nissyonot, di quelle strane prove, a cui Hashem sottopone
la nostra emunà; una di quelle prove che ti lasciano secco, asciutto,
con molti interrogativi e immenso dolore.
Hashèm, non ti chiediamo perché. Ti chiediamo semplicemente: fino a quando?
Non abbiamo versato abbastanza lacrime per tutto il sangue che cola
come fiumi da 2000 anni?
Non abbiamo pianto abbastanza per i martiri della yeshivt Merkaz
Harav, che ora dobbiamo piangere ancora?
Anche Moshè Rabenu ha chiesto ad Hashem, alla fine di parshat SHmot:
perché hai fatto del male a questo popolo e neppure lo hai salvato?
Il Rebbe spiega questi psukim, dicendo che se da un lato siamo tenuti
ad accettare la volontà di Hashèm e ci è richiesto di non metterne in
discussione le vie, che comunque non possiamo comprendere, dall'altro
non dobbiamo accettare questi decreti passivamente. Come Moshè,
dobbiamo gridare ad HAshèm, piangere, esigere la gheulà, gridare e
richiedere quello che ci spetta.
Gabi, Rivky e tutte le altre vittime di questo terribile massacro:
siete morti al Kidush Hashem, santificando il Suo nome. Siamo fieri di
voi, siamo fieri di tutto ciò che avete fatto per Am ISrael, con il
vostro bellissimo Bet Chabad. Pregate per AM ISrael in Gan eden,
perché le vostre tfilot, assieme a quelle delle purissime neshamot di
tutti coloro che sono morti al kidush hashem, verranno sicuramente
accettate.
E al piccolo Moishy: preghiamo anche per te, piccolo tzaddik. Che tu
cresca sano e felice (sì, felice!) e che tu possa continuare il
meraviglioso lavoro iniziato dai tuoi genitori!
Che Hashem abbia pietà di AM ISrael e vendichi le vittime della
crudeltà dei suoi nemici, amen!
Avigail dadon
Sunday, November 30, 2008
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